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Croto

di Lucio Durán

Ho questa oscurità, composta di impazienza, ho una certa malformazione ribelle che mi impedisce di fuggire dall'insolenza, sono stanco, effimero, assurdo, petulante davanti alla routine che rappresenti. Ti ho scoperto psicopatico, in silenzio, inebriato dal fascismo informale di perderti sotto gli applausi, offrendo sete con la borraccia piena di veleno, senza idee, senza pazienza. Ti ho aiutato a irrompere nei mercati della coscienza, tu hai approfittato dell'abisso, hai rubato i misteri, hai fatto sesso con la legge e se n'è andata tanto offuscata quanto in silenzio. Ti conosco debole, ti conosco forte, circondato da quell'aura verde con odore di profumo da fiera, mentendo in solitudine, accarezzando la tua stessa obsolescenza, croto, senza essenza.

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