Confuse i miei tempi, scoprì il manto e lasciò risplendere i miei tentativi, senza capirlo, addormentò quei pietosi timori, accese antichi motori. Camminò lentamente, per arrivare nel suo momento perfetto, fin dove non è mai giunto nemmeno il vento, restò a danzare sulla mia prua, dirigendo le mie canoe, illuminando le mie alcove. Diventò per il mio corpo, tanto essenziale quanto il respiro. Diventò per la mia anima, tanto primordiale quanto la calma. Diventò per la mia mente, tanto sapiente quanto onnipresente. Mi sorprese con nuove tentazioni, portò la mia felicità dove sopravvivono solo i falchi, e senza comprendere del tutto la mia proposta, abbracciò dapprima i miei abbracci, come sempre fece, come mai volle. Tremò davanti al fuoco, annegò mentre fabbricava qualche desiderio, si fuse con me nel suo sogno, e mesi dopo mi permise di vederlo. Mi portò in alto e mi accompagnò a scendere, mi guardò fisso negli occhi, e mi ricordò che non esiste cammino senza rovi. Fu chi c'era, è chi c'è e sarà chi ci sarà, un manto di esperienze da rinnovare, un passato sostenuto dalla vittoria, un presente che ancora si sente, e un futuro da ricordare.
Dove sopravvivono solo i falchi
di Lucio Durán
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