La frustrazione morde il collo sempre dopo un bacio, il suo segno sopravvive a tutto, è temporaneamente indelebile, è chimicamente permanente. Formare un legame patologico di retroalimentazione con la compagna di ogni escursione verso il tentativo genera un sistema di ricompense rafforzato dall'odio verso sé stessi che inesorabilmente raggrinzisce nell'ombra l'obsoleto adolescente che dovrebbe incoraggiarci senza condizioni. Ogni passo verso il futuro pesa quanto portare con sé la più antica delle colpe, avanzare consapevoli dell'inganno brutalizza il pensiero, persino un battito di ciglia è un esercizio di volontà primigenia, persino il respiro si pente di servire il corpo, la vita perde empatia quando scopre che questo turno sarà di nuovo una perdita di forze. Solo nel silenzio introspettivo provocato dalla solitaria menzogna di pianificare il ritentativo si può intravedere all'orizzonte un libero ciottolo che si sposta veloce verso il vetro che separa la realtà dal successo, sebbene dopo il rumore tutto si trasformi nuovamente in notte e riposi nell'eternità della scomoda compiacenza. Non bisogna lottare contro il futuro se il passato ha già vinto la battaglia, non ci sono scorciatoie verso la tirannia del dolore che risveglia il latente disprezzo. La frustrazione, guarda sempre negli occhi prima di dare un bacio.
Ciottolo
di Lucio Durán
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